Il Progetto
Sottomisura 16.2. - Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie
Fino a non molti anni fa sembrava che il tartufo non fosse presente in Sardegna.
Questa falsa idea era scaturita, in realtà, solo dalla carenza o assenza di scritti scientifici e divulgativi su queste prezioso fungo ipogeo.
Da circa un decennio, però, anche nella nostra Regione si è cominciata a sviluppare quella “cultura del tartufo“, che per tradizione sembrava dovesse rimanere monopolio del Centro e Nord Italia.
Il ritrovamento nel territorio della gran parte delle specie di tartufo commestibili e commerciabili, nonché la possibilità di impianto di nuove tartufaie coltivate resa possibile dai progressi scientifici registrati nel settore, visto il sensibile calo fatto registrare nell’ultimo ventennio dalle produzioni delle tartufaie naturali soprattutto nel settentrione d’Italia, potrà senza dubbio valorizzare maggiormente il patrimonio tartuficolo della Sardegna nei mercati nazionali e internazionali creando nuove fonti di reddito per il settore agricolo.
Il Progetto Tartufo Sardo.
Coltivare tartufi è un buon investimento che garantisce una rendita futura, preserva la biodiversità e migliora la fertilità grazie alle micorrize.
È possibile impiantare tartufaie coltivate anche in zone montane, in terreni di basso valore agricolo, a rischio erosione, contribuendo a contenere il dissesto idrogeologico.
L’Unione europea finanzia la posa in opere di tartufaie in quanto riconosce i tartufi come prodotti agricoli.
Anche i prodotti trasformati a base di tartufo presentano interessanti potenzialità commerciali.
In questo ambito si inserisce la presente proposta che vede il coinvolgimento di una azienda agricola che effettua anche attività di trasformazione e commercializzazione del tartufo, L’Isola dei Sapori, e la Società Agricola Fotosolara Cheremule con i seguenti obiettivi:
- ideazione di prodotti innovativi a base di tartufi, erbe spontanee, olii extra-vergini locali ed altri ingredienti locali;
- incremento della shelf-life di tartufi e prodotti a base di tartufo;
- produzione di piantine micorrizate di qualità con specie autoctone di tartufo ed essenze
simbionti locali; - introduzione in azienda di metodologie innovative per la univoca identificazione delle specie di tartufo trasformate e commercializzate.
Il progetto potrà avere delle ricadute anche in termini di filiera contribuendo alla creazione di una filiera regionale per le produzioni di tartufo fresche a trasformate orientata ai mercati regionali e
extra-regionali.
